La Fotografia Identitaria
C’è un punto, in ogni passaggio storico, in cui il discorso pubblico di una disciplina si arresta. Non perché manchino le parole, ma perché quelle disponibili hanno smesso di essere sufficienti.
La fotografia, oggi, è in questo punto.
Mai come negli ultimi tre anni si è scritto e parlato di fotografia. Festival, riviste, conferenze, social network. La conversazione è onnipresente. Eppure, sotto il volume del discorso, qualcosa di fondamentale si è inceppato. Le categorie con cui ragioniamo di fotografia — stile, autore, originalità, autenticità — sono state coniate quando esistevano solo immagini umane. Adesso che il flusso delle immagini umane e di quelle prodotte dalla macchina è diventato indistinguibile, quelle categorie non bastano più.
PianoTerra sposta l’attenzione dalle fotografie al fotografo. Non come slogan: come presa di posizione strutturale. Da questa mossa nasce una categoria nuova — la fotografia identitaria — e con essa un metodo per costruire una traccia umana che nessuna macchina può replicare.
Un libro coraggioso. Un manifesto. Un compagno di viaggio per chi vuole emergere senza tradirsi.