ULTIMI ARTICOLI
Street Photography Staged o Candid? E’ uno dei principali dilemmi di un genere fotografico controverso come la Street Photography. Fotografare la spontaneità o “costruire le fotografie”? Gli amanti della fotografia di strada sono divisi sull’opportunità di costruire le scene.
E’ l’occasione per affrontare un tema importante come l’approccio con personaggi e ambiente e dietro questa domanda si nascondono molte specificità di fotografi famosi ed emergenti. Quindi è l’occasione per parlarne di Street Photography staged o candid in modo approfondito.
È possibile “costruire” un’immagine nella Street Photography? La costruzione (in inglese staged) falsa la fotografia di strada?
È un discorso complesso e che forse, anche se molto dibattuto, non troverà mai una soluzione definitiva. Affrontare il tema è però l’occasione per confrontarci e far comprendere il mio punto di vista, che parte dalla storia della fotografia per arrivare ai fotografi emergenti.
La mia esperienza nella Street Photography
C’era una volta la Street Photography. Mi piace definirmi street photographer pur non riconoscendo in pieno il genere. Del resto non esistono regole e non esiste un “capitolato” perché non esiste un comitato. Parliamo di una forma artistica, oggi molto diffusa, che difficilmente può essere costretta. La libertà di espressione e le scelte in termini di comunicazione sono aspetti importanti che un fotografo evoluto dovrebbe raggiungere. Questo svincola dal concetto di Street Photography staged o candid e rende molto relativo questo concetto.
Ho iniziato a fotografare tanto tempo fa, ma come capita a tanti, il mio percorso mi ha portato sulla fotografia di strada passando da diversi generi, tra questi la travel photography. Forse la mia ispirazione è arrivata proprio da quel genere fotografico. Poi lo studio degli autori famosi e la ricerca di un mio stile fotografico hanno fatto il resto.
Un tempo dicevo: “uno street photographer deve avere qualche cosa da dire”. Oggi dico “un fotografo si deve sentire street photographer, oltre ad avere qualche cosa da dire”. Questo rileva molto di più rispetto alla spontaneità e riguarda in modo fortissimo il concetto di approccio. L’approccio nella street è trascurato; nella realtà è importante al pari della tecnica. Qui ti rinvio al mio canale YouTube dove affronto questi temi, tra questi se la Street Photography staged o candid
La storia della Street Photography staged o candid?
È dibattuto chi sia il padre della Street Photography e quando sia stata realizzata la prima fotografia. Certo è che occorre fissare quest’evento ai tempi della fotografia a lastre e quindi con tempi lunghissimi, treppiedi e corpi fotografici grandi come una cuccia del cane. In quell’epoca, parliamo di oltre due secoli fa, la fotografia era necessariamente costruita. Le pose erano obbligate, i soggetti immobili e pazienti, e quindi la spontaneità era impossibile.
Con l’evoluzione della tecnologia, la fotografia diventa mobile e i fotografi iniziano a cercare la spontaneità. Henri Cartier-Bresson, considerato uno dei padri della fotografia di strada moderna, teorizza il famoso “istante decisivo”, un momento irripetibile colto con spontaneità assoluta. Cartier-Bresson disdegnava categoricamente le immagini staged, considerandole finte e lontane dalla vera essenza della vita.
D’altra parte, fotografi come Doisneau e più recentemente Jeff Wall, hanno costruito deliberatamente le loro fotografie. Wall, ad esempio, realizza “quadri fotografici” preparati meticolosamente, cercando tuttavia di preservare un’impressione di realtà e naturalezza.
Street Portrait: un genere a sé?
Gli street portrait aggiungono un’altra dimensione a questa discussione. Sono ritratti realizzati in strada, spesso coinvolgendo il soggetto e chiedendone il consenso o disponendolo in posa. Sebbene tecnicamente staged, mantengono una forte connessione con l’ambiente urbano e raccontano comunque storie autentiche e spontanee, anche se leggermente costruite. Alcuni street photographers storici come Diane Arbus e più recentemente Bruce Gilden hanno esplorato in profondità questo genere, portando a una riflessione importante: la verità può manifestarsi anche nella consapevolezza del soggetto ed è probabilmente proprio quello degli Street Portrait l’aspetto che comporta il dubbio sulla Street Photography staged o candid.

Consigli e riflessioni
Personalmente, credo che la Street Photography possa essere sia staged sia candid. Il punto centrale non è tanto il metodo utilizzato, ma il risultato finale. La domanda fondamentale è sempre: “Cosa trasmette l’immagine? Che storia racconta?”. Se una fotografia suscita emozioni autentiche e trasmette un messaggio significativo, poco importa se il soggetto sia stato messo in posa o meno. La cosa importante è l’equilibrio tra estetica e contenuto e non la modalità per raggiungerla. Almeno questa è la mia posizione sulla Street Photography staged o candid.
Uno dei segreti della street photography è dunque l’approccio con il soggetto, in particolare se si parla di Street Portrait, di ritratti di strada. Se vuoi fare fotografia candid, devi sviluppare la capacità di essere invisibile, discreto e rapidissimo nell’agire. Al contrario, se desideri mettere in posa il tuo soggetto, devi avere l’abilità di creare empatia, instaurare una connessione immediata e convincerlo rapidamente della bontà del tuo progetto. Entrambe queste capacità richiedono pratica e consapevolezza.
In conclusione, Street Photography staged o candid resta un tema aperto, stimolante e senza risposta definitiva. La scelta è personale, e riflette lo stile, il carattere e gli obiettivi del fotografo. Non lasciamoci ingabbiare in schemi rigidi; esploriamo, sperimentiamo e lasciamoci ispirare da chi ci ha preceduto e da chi oggi, come me, cerca di lasciare una traccia attraverso le immagini.
E tu, da che parte stai? Street Photography staged o candid?
AUTORE DELL’ARTICOLO
FRANCESCO VEROLINO
Fotografo e divulgatore. Esploro il linguaggio della street photography e della narrazione documentaria tra le strade di Napoli, Londra e ovunque ci sia una storia da raccontare.
Attraverso il mio canale YouTube, condivido riflessioni, analisi dei grandi maestri e tecnica fotografica con l’obiettivo di aiutare altri appassionati a educare il proprio sguardo.